Una semplice tattica per capire se una dichiarazione elettorale è vuota oppure no

Una semplice tattica per capire se una dichiarazione elettorale è vuota oppure no

– Davanti a voi ora avete una copia del trattato concluso tra Anacreon e l’Imperatore […], e la relativa analisi simbolica.
Il trattato constava di cinque pagine fitte di scrittura mentre l’analisi si riduceva a non più di mezzo foglio.
– Come potete vedere, signori, circa il novanta per cento del testo è stato scartato dall’analisi come privo di significato, e le conclusioni ricavate possono essere riassunte nei seguenti due punti, veramente interessanti. Obbligazioni di Anacreon verso l’Impero: nessuna. Influenza dell’Impero su Anacreon: nessuna.

(Asimov – Fondazione)

Avere delle elezioni in vista è sempre (o dovrebbe sempre essere) una vera fatica, per il cittadino. Un sacco da leggere, da ascoltare, da soppesare. Ed è facile, purtroppo, che le analisi più sofisticate, che le valutazioni più costruttive e penetranti lascino alla fine il tempo che trovano. Perciò, in questi tempi come non mai, è importante tirare fuori strumenti semplici ed efficaci, che possano essere impiegati da tutti, per dissipare un po’ di nebbia dalle dichiarazioni elettorali. Strumenti che permettano di separare il grano dal loglio, le parole piene da quelle vuote.
Quello che vi propongo oggi è un metodo banale ed essenziale, davvero alla portata di chiunque, per compiere una prima valutazione nel determinare se una dichiarazione ha significato oppure non ce l’ha. Una tattica logica da applicare alle frasi che ci vengono proclamate addosso.

Nega la frase.

Esistono delle dichiarazioni che, se negate, non hanno più senso, o lo perdono quasi del tutto. Altre, invece, anche con una negazione mantengono un senso corposo, per quanto opposto. Le prime sono da considerarsi prive di significato. Facciamo qualche esempio: “Noi vogliamo sostenere le famiglie” “Ci impegneremo nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo” “Valorizzeremo il nostro patrimonio storico e naturale” “Creeremo nuovi posti di lavoro“. Volte in negativo, sono politicamente prive di significato, di un paradosso che fa ridere: “Non vogliamo sostenere le famiglie” “Non ci impegneremo nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo” “Non valorizzeremo il nostro patrimonio storico e naturale” “Non creeremo nuovi posti di lavoro“.
Se una dichiarazione, volta al negativo, è un’insensatezza politica, in positivo è una dichiarazione vuota. Non sta dicendo nulla. Facciamo un esempio contrario: “Useremo questo denaro per l’edilizia popolare” “Faremo passare la strada da questo paese” “Relegheremo le slot machine in esercizi dedicati” “Legalizzeremo la cannabis“. Queste dichiarazioni, volte in negativo mantengono un senso poiché degli interessi contrari esistono: “Non useremo questo denaro per l’edilizia popolare” “Non faremo passare la strada da questo paese” “Non relegheremo le slot machine in esercizi dedicati” “Non legalizzeremo la cannabis“. Cose su cui si può discutere.

Si tratta di una piccola tattica logica di manipolazione delle frasi: negarle per capire se dicono o no qualcosa. Non sarà un algoritmo strategico che determina chi merita il tuo voto; ma almeno, davanti alle cento dichiarazioni di un programma, permette di ripulirlo a colpo d’occhio di quella gran parte di punti che non ha pragmaticamente significato oltre la pura retorica. E di individuare quelli che invece, nel bene o nel male, ce l’hanno.

Fonte: Una semplice tattica per capire se una dichiarazione elettorale è vuota oppure no

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