La presenza di Bernini a Piazza Navona: Fontana dei Fiumi

La presenza di Bernini a Piazza Navona: Fontana dei Fiumi

Roma è una città ricca di monumenti e bellezze architettoniche dietro le quali si celano storie di grande interesse, spesso curiose, a volte leggendarie. Indubbiamente l’aspetto della città è stato forgiato a partire dal Rinascimento da artisti del calibro di Michelangelo, Raffaello, Bernini e Borromini sui quali ci sono numerosi aneddoti relativi la loro rivalità. Uno degli aneddoti più famosi riguarda proprio la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona. Non lontano da lì, si trova l’Hotel Teatro Pace, un hotel presso Piazza Navona dal quale è facile raggiungere la famosa fontana del Bernini e constatare personalmente oltre alla bellezza dell’opera d’arte anche la veridicità sulla famosa rivalità tra Bernini e Borromini.

La fontana dei Quattro Fiumi del Bernini a Piazza Navona

La Fontana centrale di Piazza Navona nota come Fontana dei Quattro Fiumi o semplicemente Fontana dei Fiumi è un’opera del Bernini ed è collocata dinanzi alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone – opera, invece del Borromini. L’opera fu commissionata dalla Famiglia Pamphilj, in particolar modo da Papa Innocenzo X, a Bernini il quale realizzò l’opera tra luglio 1648 e giugno 1651. La fontana fu realizzata su un progetto del Borromini che la concepì in modo molto più semplice e razionale; ma nelle mani di Gian Lorenzo Bernini, la fontana si trasformò in un racconto metaforico e ricco. L’imponente obelisco – proveniente da Circo Massenzio – si erge sopra una struttura in marmo dalle fondamenta solide. La fontana riproduce rocce e montagne da cui si aprono quattro aperture che lasciano un vuoto al centro da cui si diramano alberi, piante, animali, mostri mitologici e ad ogni angolo è raffigurato un personaggio simbolico che rappresenta un fiume di ciascuno dei quattro continenti (allora noti):

  • Il Nilo per l’Africa – realizzato dallo scultore Giacomo Antonio Fancelli – è rappresentato da un leone e una palma che simboleggiano l’Africa. La statua al di sopra ha gli occhi velati a indicare che non erano ancora note le sue sorgenti;

  • Il Rio della Plata per le Americhe – realizzato da Francesco Baratta – è caratterizzato da monete d’argento che simboleggiano il colore argenteo delle acque. La statua sovrastante ha un braccio alzato a proteggersi il volto.

  • Il Danubio per l’Europa – realizzato da Antonio Raggi – è raffigurato da un cavallo e dei fiori simbolo della fertilità delle pianure danubiane;

  • Il Gange per le Indie – realizzato dallo scultore Claude Poussin –è raffigurato con un lungo remo che ne simboleggia la sua navigabilità.

Il risultato è un trionfo di simboli e allegorie dagli effetti magici e giochi di acqua sorprendenti.

La leggenda sulla rivalità tra Bernini e Borromini

I due architetti erano contemporanei e sicuramente tra loro vi era una sana rivalità per conquistare le commesse più prestigiose, ma è bene specificare subito che la leggenda sulla Fontana dei Fiumi e la Chiesa di Sant’Agnese è un falso storico perché la chiesa fu realizzata dopo la fontana di Bernini: i lavori della chiesa, infatti, furono iniziati il 1652 e conclusi il 1657. Ma la storia è talmente suggestiva che vale la pena raccontarla.

Si narra che il motivo per cui la statua del Rio della Plata abbia il braccio  alzato è per proteggersi dall’eventuale crollo del campanile o della cupola della vicina Chiesa di Sant’Agnese, così come la Statua del Nilo si copre il volto per non vedere la bruttezza della facciata della chiesa. Borromini risponde alla provocazione ponendo una Statua di Sant’Agnese con il volto scostato e una mano al petto in segno di disprezzo verso la fontana sottostante. Questa lettura goliardica non è corrispondente alla realtà storica, anche se – a onor del vero – si può supporre che non vi era alcuna provocazione da parte del Bernini perché la Chiesa ancora non esisteva all’epoca della conclusione dei lavori della Fontana, ma d’altro canto  è altrettanto vero che la statua di Sant’Agnese è successiva e chissà che non fu posta dal Borromini con intenzioni sarcastiche.

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