Cosa sapere sui Btp

Cosa sapere sui Btp

Quali informazioni dovremmo sapere sui cosiddetti btp? Poche ma essenziali, a cominciare dalla definizione. Si tratta di titoli chiamati “a rendimento reale” e caratterizzati da una cedola stabile e fissa e una componente variabile a seconda dell’inflazione. Vengono considerati dei titoli poco aggressivi e piuttosto soft, molto adatti anche a forme di investimento e risparmio dei più giovani, consultabili anche su www.finanziamentipergiovani.it. Il loro rendimento è infatti calmierato proprio dalla variazione tra il tasso e il costo della vita nella parte variabile del titolo.

Btp, acquisto e costi

C’è un momento dell’anno in cui viene annunciata la possibilità di acquistare i Btp, almeno direttamente dal mercato principale. Una finestra di pochi giorni, da tenere debitamente sotto controllo leggendo i giornali economici e rivolgendoci alla nostra banca. Per quanto riguarda il prezzo, in realtà di solito non c’è un’asta per acquistarli, ma spesso viene fissato direttamente dal Tesoro. Attenzione, però, perché di solito c’è un investimento minimo obbligatorio che per i titoli di Stato sta sui mille euro. Bisogna sapere anche che i Btp possono essere acquistati sia dai privati che da investitori istituzionali, che in genere agiscono in momenti differenti e ovviamente spostando somme di denaro molto diverse tra loro.

Btp, rendimento e rischi

Il rendimento praticamente dipende dalla quota variabile del titolo. La cedola abbiamo già detto che è secca ed è semestrale e quindi riscuoteremo gli interessi due volte durante l’anno. Come dicevamo si tratta comunque di titolo piuttosto soft e poco rischiosi, dato che spesso lo Stato prevede comunque un premio fedeltà per premiare, appunto, gli investimento fatti nei propri titolo, che alla fine possono essere considerati alla stregua di piccoli prestiti che facciamo allo Stato centrale, e comunque almeno la cedola viene comunque garantita anche nel caso in cui ci sia stata l’inflazione. Occhio soltanto al caso in cui si abbia bisogno di liquidità prima della loro scadenza perché è forse l’unica opzione in cui si rischia di vanificare completamente la convenienza dell’investimento. Qualcuno, soprattutto tra i più giovani, si chiede che differenza ci siano rispetto ad altri titoli come ad esempio gli stessi Buoni postali, che per certi versi assomigliano ai Btp – ad esempio per il discorso dell’inflazione – per altri sono molto diversi. I buoni postali hanno una durata pari a 10 anni e la cedola fissa è davvero contenuta, d’altro canto possiamo però richiedere il rimborso in qualsiasi momento con molti meno vincoli e meno perdite rispetto ai btp.

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