Dichiarazione dei redditi e TFR

Dichiarazione dei redditi e TFR

Il modello 730 precompilato ha riscontrato tra gli utenti contribuenti un grande successo, però perché alcune voci come il calcolo del TFR non compaiono? È necessario, quindi, presentare una dichiarazione integrativa? In realtà accettare e inviare la dichiarazione dei redditi precompilata senza modifiche all’Agenzia delle Entrate significa che quest’ultima assolve tutti gli obblighi di dichiarazione senza la necessità di effettuare controlli fiscali da parte dell’agenzia; in quanto al TFR, poiché sottoposto a tassazione separata non compare sulla dichiarazione.

Il TFR non si dichiara sul modello 730

L'errore di molti è pensare che il tfr si dichiari sul modello 730, ma in realtà non è così, andiamo a vedere infatti quali sono le diferenze tra questi due documenti e le modalità di calcolo che li contraddistinguono.

Nella dichiarazione dei redditi precompilata confluiscono i dati relativi al reddito indicati nella Certificazione Unica (CU) e poiché il TFR è soggetto a tassazione separata questa non compare sul modello precompilato.

Il conguaglio viene fatto direttamente dall’Agenzia delle Entrate che invia direttamente a casa del contribuente la cartella di pagamento per l’eventuale differenza della somma o in caso di credito la cartella con il rimborso spettante al contribuente.

L’unico caso in cui occorre inserire il TFR in dichiarazione dei redditi concerne l’anticipazione del TFR come stabilito dalla legge di Stabilità del 2015 e che consente di percepire parte della liquidazione ponendo le somme a tassazione ordinaria. In questo caso il TFR è indicato sulla Certificazione Unica con appositi codici e in sede di dichiarazione bisogna riportare il dato nel quadro pertinente i “redditi”.

Quali sono gli elementi che compongono il calcolo del TFR

Il calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è molto difficile e si compone di diversi dati essenziali necessari per il computo, quali:

  • Data di inizio e data di fine del rapporto di lavoro;

  • Importo accantonato complessivo;

  • Eventuali anticipazioni percepite;

  • Eventuali importo destinato a previdenza complementare;

  • Tipologia contrattuale;

  • Importo della rivalutazione già assoggettata a imposta sostitutiva.

Per gli accantonamenti successivi al 31.12.2000, la tassazione operata dal datore di lavoro è provvisoria; l’Agenzia delle Entrate effettua la riliquidazione dell’imposta sulla base di una aliquota media imposta al lavoratore nei cinque anni precedenti in riferimento al reddito complessivo dichiarato (una soluzione che sembra essere più redditizio della tassazione ordinaria).

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